Tanti pezzi di noi,
uno spazio contemporaneo

Professionisti con diverse competenze, in un unico loft. A Savona, in Via Monteverdi 5, il nuovo studio è pronto ad accogliere nuove idee, persone, progetti.
Bianchi e Bosoni, Super-From, Comfort Arredo.


Ezio Gribaudo e Casa Jorn, un ritorno che fa rumore

Dieci piatti ceramici inediti diventano una mostra ed un libro-racconto di un processo geniale. Il nostro incontro con l’artista torinese Ezio Gribaudo nella cornice di Casa Jorn e il catalogo che ne è risultato.

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Salvatore Arancio porta Debord a Casa Jorn con la mostre “Like a Sort of Pompeii in Reverse”

Racconto fotografico dei colori e delle forme proposte dallo scultore catanese, che porta la sua mostra nella storica cornice ad Albissola Marina prima di recarsi a Parigi.


Saint Sebastian: ceramiche trafitte dalla luce

I vasi di Vincenzo Cabiati, le fotografia di Marcello Campora. Un’istallazione al Museo della Ceramica di Savona che unisce alle opere un mapping del video “Scanner” di Multiplicity.
Un racconto nel racconto, che unisce il paesaggio e le tradizioni liguri alla contemporaneità del neon e del digitale.


Ragionando sulle necessità: l’Unità delle persone è da ri-costruire, ma è possibile farlo con il desiderio. Il concetto dell’essere più umani contenuto in quello di ri-costruzione, ragionato attraverso le mattonelle tipiche dei giochi per bambini. Un altro ritorno alle radici.

Avremmo tutte le possibilità per
essere uniti!


Il futuro è una ricerca ed una continua composizione: proprio dall’idea di costruzione che prende vita una font che utilizza come modulo costruttivo il logo dell’Istituto Ferraris Pancaldo di Savona. È una campagna di comunicazione per raccontare una scuola che si impegna a costruire il futuro con la sua energia e sostenibilità.

Moltissime Volte
FUTURO!


Un logotipo per raccontarsi, in movimento. Perché ci si costruisce, si evolve.

OMA




Mappe Emotive

Foto di ricordi che diventano strade, segni che indicano il percorso della nostra vita. Percorsi che solo noi conosciamo, ma abbiamo scritti sulla pelle.
Una serie fotografica che imprime sulla pelle, tramite proiezioni, quelle memorie e quelle sensazioni che sono solitamente solo interiori.


Congo, l’orrore del Coltan

Da un tributo a Joseph Conrad nasce un racconto sociale importante. Un’istallazione che mette a confronto con una delle realtà più tremende dell’epoca del consumismo, l’estrazione del Tantalio, o meglio conosciuto come Coltan.


A Venezia si è costretti a camminare in calli strettissime, gli uni vicini agli altri, ad una distanza che normalmente è considerata invasiva. Siamo vicini alla folla, corpo vicino a corpo, e quasi nelle case delle persone che abitano al piano terra. Per la città ci sono segni di porte e finestre murate, ricordo di un luogo che ha vissuto a tanti livelli. E con vicinanze diverse tra gli abitanti, i mercanti poi i turisti.

La vicinanza costretta di Venezia


Esperimento sensoriale

La percezione di un oggetto cambia in relazione ai sensi che coinvolgiamo nell’esplorarlo. Una serie di persone vengono bendate e si ritrovano prima a toccare una composizione di oggetti, poi a disegnarli senza vedere. Nella seconda fase toccano nuovamente la composizione bendati, poi possono disegnarla come l’hanno immaginata vedendo il foglio. Nella terza fase vedono ciò che hanno di fronte e si trovano poi a cercare di riprodurlo su carta.
L’esperimento gioca sui sensi, sul nostro rapporto con essi e sul modo in cui influenzano la nostra immaginazione.


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