Vogliamo ricordare il grande storico e critico d’arte, tra le altre cose, per il suo prezioso punto di vista sul design nel contemporaneo

 

ph. luca giarelli | edit @super__from

 

 

 

2 settembre 2020. Oggi ci addolora un’altra morte dell’arte: il grande storico e critico Philippe Daverio ci lascia oggi all’età di 71 anni.

Lo vogliamo ricordare attraverso una sua riflessione che, da designer, ci sta particolarmente a cuore:
“Il problema sta nel fatto che si confonde il design con lo stilismo. Lo stilismo è un disegno riadattato e trasformato in prodotto di moda per essere venduto; il design è il prodotto di una possibile utopia, cioè attraverso l’oggetto ci si immagina di poter vivere in un altro modo. Lo stilismo è visto come design e questo è sbagliato. Gli oggetti prendono forma e superano il tempo se mostrano una visione differente. La Barcellona di Mies Van Der Rohe è sopravvissuta perché è il segno estetico di un sogno di una modernità possibile; gli oggetti durano per questo, perché hanno un contenuto. Questo è design.”

Nell’intervista ad architetti.com del 2013 ci parla del ruolo del design come di una disciplina con un valore e una dignità che la fa sopravvivere nel tempo. Crea una “utopia possibile”, affrontando problemi reali.

 

La stessa riflessione è ampliata nelle sue lezioni di “Rudimenti di etica per il design”. Queste, registrate presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, sono una preziosa repository di spunti di riflessioni interamente fruibili su YouTube.

Nella Lezione 8 (L’arte di fare design) si interroga sul ruolo del progettista:
“Il designer fa solo la tazzina o il cucchiaino? [..] Si trova ad avere il massimo della sua realizzazione quando riesce ad abbandonare la forma semplice e porta la forma nell’ambito di una visione del mondo”.

Ci spiega la nascita del design come un campo che prende vita come costola dell’architettura, ma trova poi uno spazio a sé stante in cui l’architettura stessa non ha più margine di azione. Non è più solo rielaborazione o creazione di oggetti, bensì la progettazione di artefatti complessi in un mondo che lo è altrettanto.

Oggi salutiamo Philippe Daverio, ringraziandolo per ciò che ha lasciato anche a noi designer: una serie di riflessioni sul design e sul suo ruolo nel contemporaneo rispetto all’architettura, all’arte, a tutto il mondo creativo in cui ogni disciplina trova il suo spazio e pertinenza differenziandosi.